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Comune paga per un affare del 2008

Dovrà riconoscere e pagare un debito fuori bilancio di 17.000 euro

Comune paga per un affare del 2008

Comune paga per un affare del 2008

BUCCINASCO – Il sindaco Rino Pruiti l’ha chiamato “progetto porcata”. Ancora oggi, dopo nove anni, ricorda quella manovra come “scellerata, tentata dall’allora sindaco di destra”.

Piano integrato di intervento per 80 appartamenti

Parla di Loris Cereda, siamo nel 2008 e l’Amministrazione aveva programmato “di approvare un Piano Integrato d’Intervento che avrebbe concesso all’Immobiliare Ovest srl di costruire nel quartiere Robarello 80 nuovi appartamenti a fronte della cessione al Comune di un’area agricola”, ricostruisce l’Amminsitrazione di oggi.

Polemiche all’epoca dei fatti

La sperequazione che aveva destato polemiche e indignazione stava nel valore delle due aree: in pratica (e secondo una perizia giurata) l’area di via Mantegna su cui dovevano sorgere i nuovi palazzi valeva quasi 6 milioni di euro, mentre il terreno agricolo molto meno di 2 milioni. Un’idea che suscita clamore, poi una mobilitazione cittadina, una raccolta firme per fermare l’operazione: “Speravano di cementificare Robarello cambiando l’area edificabile di via Mantegna con il Fontanile Battiloca che già era in uso al Comune grazie a una convenzione siglata da Carbonera – ricorda Pruiti –. Riuscimmo a bloccare l’intervento e la maggioranza di allora ne uscì con le ossa rotte, ma ahimè oggi tocca a noi pagare per quella tentata speculazione”.

Il Comune dovrà pagare un risarcimento

Tocca pagare, sì, perché il Tar, il Tribunale Amministrativo Regionale a cui si è rivolta l’Immobiliare quando il progetto è sfumato (il Consiglio bocciò il Piano) ha accolto, in parte, il ricorso “ritenendo che il Comune, con la condotta complessivamente tenuta, abbia ingenerato nella ricorrente un incauto affidamento sull’approvazione in via definitiva del Pii”, si legge. L’Immobiliare aveva chiesto un risarcimento da parte del Comune di quasi 3 milioni e mezzo di euro. Se l’è cavata con molto meno: 17mila euro. Ma rimangono soldi che devono uscire dalle casse comunali “per errori che non abbiamo commesso noi, anzi, per evitarli ci siamo opposti con tanti cittadini – le firme per fermare l’operazione arrivarono a 5mila –, siamo costretti a pagare e riconoscere un debito fuori bilancio – continua Pruiti –. Ancora una volta siamo costretti, nostro malgrado, a pagare gli errori commessi dieci anni fa dall’Amministrazione Cereda”.

FG

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