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Chiusura anticipata della mostra sull’autismo, l’associazione: “Siamo indignati”

La fine della mostra era prevista per domenica 14 aprile, ma è stata anticipata a venerdì 12

mostra sull'autismo

Chiusura anticipata della mostra sull’autismo, l’associazione: “Siamo indignati”.

Chiusura anticipata della mostra sull’autismo, l’associazione: “Siamo indignati”

ROZZANO – “Intendiamo esprimere il nostro disappunto indirizzando una lettera al sindaco Barbara Agogliati e all’assessore alla Cultura”.

La chiusura anticipata

L’Associazione Culturale Arte tra la Gente, per parola della presidente Mariagrazia Romanò, ha scritto una missiva al primo cittadino per lamentare “una situazione irrispettosa”. “La nostra associazione ha allestito la mostra d’arte contemporanea sull’autismo inaugurata il 2 aprile, in occasione della Giornata Mondiale dedicata a questo problema. Un’esposizione che è stata chiusa in anticipo. La fine della mostra, così come pubblicizzato sui manifesti affissi e distribuiti a Rozzano e come comunicato ai nostri contatti, era prevista per domenica 14 aprile, ma è stata da voi anticipata a venerdì 12, peraltro avvisandoci di questa decisione solo il giorno prima.

L’amarezza degli organizzatori

Una cosa analoga era successa nelle fasi di allestimento, dove le date concordate per la consegna lavori e l’allestimento stesso erano state disattese. Facciamo presente che l’evento era stato concordato fin da ottobre-novembre 2018”, si legge sulla lettera. E prosegue: “Siamo molto amareggiati per il comportamento dimostrato da questa Amministrazione comunale, non ci era mai capitato prima, nonostante abbiamo lavorato con molti altri Comuni. Lo riteniamo poco rispettoso verso la nostra associazione e le altre associazioni da noi coinvolte e del lavoro che in maniera gratuita e volontaria abbiamo svolto per realizzare al meglio questo evento sociale, su un problema così importante come l’autismo, oltretutto un evento molto ben riuscito”.

La richiesta di consapevolezza da parte delle Amministrazioni pubbliche

“Abbiamo sentito il bisogno di esprimere questa nostra amarezza perché crediamo veramente nell’utilità dell’arte come linguaggio universale per comunicare, per confrontarsi anche su problematiche spinose, che implica però una consapevolezza di tale importanza anche da parte delle Amministrazioni pubbliche ospitanti. Vogliamo sperare che in futuro vi sia verso iniziative di questo tipo, verso associazioni sociali e volontarie, un trattamento più rispettoso e che questa nostra esperienza serva per un agire migliore”.

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