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Cessato accordo tra Casa di Cura e San Carlo, il sindaco Negri: “Grave e preoccupante”

Alla base della cessazione del contratto ci sarebbero problemi di “natura amministrativa ed economica” che il sindaco spera possano essere al più presto stabilizzati e normalizzati.

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Cessato accordo tra Casa di Cura e San Carlo, il sindaco Negri: “Grave e preoccupante”.

Cessato accordo tra Casa di Cura e San Carlo, il sindaco Negri: “Grave e preoccupante”

CESANO BOSCONE – Dopo le preoccupazioni per il paventato trasferimento dei servizi della Ast di Marzabotto alla sede di via dei Lavoratori (poi scongiurata dalla stessa Azienda), il sindaco Simone Negri torna a impensierirsi su un’altra questione, sempre in tema sanità. Il timore del primo cittadino, questa volta, è riferito alla cessazione dell’accordo tra Casa di Cura Ambrosiana (all’interno di Sacra Famiglia) e Ospedale San Carlo.

“Un accordo innovativo” (era)

L’intesa, siglata al tavolo con Regione Lombardia e Asst, prevede uno “smistamento” dei pazienti che arrivano al primo soccorso che vengono dirottati alla Casa di cura cesanese. Un luogo che, un paio di anni fa, ha predisposto una cinquantina di letti per alleggerire il lavoro al pronto soccorso del nosocomio milanese. Un servizio davvero utile, “tra i più innovativi della sanità lombarda”, sottolinea il primo cittadino, che consente da una parte di evitare l’intasamento di pazienti critici al pronto soccorso, liberando così preziosi letti, e, dall’altra parte, permette ai famigliari dei pazienti di avere il proprio caro in una struttura affidabile, vicino casa.

Preoccupazione del Primo cittadino

“Ho deciso di rompere il silenzio su questa vicenda, nonostante il riserbo dell’Istituto perché sono molto preoccupato sia per il servizio sia per la possibilità per Casa di Cura Ambrosiana di poter pianificare la propria attività nei prossimi mesi”, sottolinea Negri. Alla base della cessazione del contratto ci sarebbero problemi di “natura amministrativa ed economica” che il sindaco spera possano essere al più presto stabilizzati e normalizzati, proprio perché perdere il servizio sarebbe tragico per un territorio popoloso che non ha un ospedale di riferimento.

“Così si congestiona il pronto soccorso”

“Il progetto prevedeva la presa a carico da parte della realtà cesanese di persone anziane che sono state ricoverate d’urgenza presso l’ospedale e la relativa gestione sia della fase acuta sia della cronicità”, racconta il sindaco che conclude: “L’offerta sanitaria della zona, con la cessazione dell’accordo, subisce una forte battuta d’arresto: anziché accompagnare il paziente in un percorso che lo allontani dall’ospedale e lo avvicini alla famiglia, che sarebbe un obiettivo della riforma sanitaria regionale, si finisce a congestionare ulteriormente i pronto soccorso”.

Francesca Grillo

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