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Carenza medici di base, in pensione ed è caos a Cesano

Il sindaco cerca di agire di anticipo, chiedendo ad Ats di intervenire.

Carenza medici di base

Carenza medici di base, in pensione ed è caos a Cesano

Carenza medici di base, in pensione ed è caos a Cesano

CESANO BOSCONE – La situazione è già critica, ma quello che preoccupa i cittadini e il sindaco Simone Negri che si sta facendo portavoce delle proteste è che tra qualche mese saranno migliaia i cesanesi senza medico di famiglia. Sì, perché ora, in qualche modo e con mille difficoltà tra iter burocratici e code all’Ats, il medico di base si riesce ancora a trovare. Ma tra qualche mese, quando altri due medici andranno in pensione, ci sarà il caos.

Il sindaco gioca d’anticipo

Il sindaco cerca di agire di anticipo, chiedendo ad Ats di intervenire, ma anche a Regione Lombardia di rimediare a una “mancanza di dialogo con il territorio e le istituzioni locali che costringe a prendere atto di decisioni o di situazioni contingenti, senza poter offrire il nostro supporto – dichiara Negri –. Un tempo c’erano i tavoli di confronto che permettevano perlomeno di conoscere l’evolversi di alcune situazioni e di individuare delle possibili strategie per limitare il più possibile i disagi alla cittadinanza”.

“Non è colpa dei medici”

Insomma, la situazione, già critica, rischia di scoppiare tra poche settimane. I medici vanno in pensione ma non vengono sostituiti, ma non è certo colpa dei professionisti, sottolinea il primo cittadino: “Chi va in pensione ha pieno diritto di farlo al termine di una carriera sicuramente impegnativa e chi sta esercitando la professione dovrebbe poterlo fare con la possibilità di seguire adeguatamente tutti i pazienti”.

“Il problema – prosegue il sindaco – sono le politiche che negli anni sono state messe in campo: dall’esiguo numero dei medici legato al numero chiuso all’università, alla crisi, totale, di Regione Lombardia che spesso si vanta di avere una sanità all’avanguardia ma che non appare in grado di programmare adeguatamente il turnover dei medici di famiglia”.

Ospedale come unica soluzione?

Il sindaco evidenzia anche che “la riforma sanitaria dell’era Maroni puntava a svuotare gli ospedali e i pronto soccorso. In realtà l’ospedale é sempre piú la soluzione a qualsiasi malanno: oltre al mutamento, se non alla scomparsa, del medico di famiglia per come l’abbiamo conosciuto, dobbiamo anche registrare la ritirata delle allora Asl e dei relativi servizi dai territori, e noi ne sappiamo qualcosa per via dello spostamento da via Marzabotto a via dei Lavoratori a Corsico – procedura che il sindaco aveva duramente contestato perché, secondo Negri, si toglieva un presidio importante per i tanti anziani del quartiere, ndr – sempre meno in grado di fare prevenzione e gestione, sempre piú in ballo con emergenza e fase acuta”. Negri promette di “monitorare la situazione da vicino anche nei prossimi mesi. I medici che andranno in pensione dovranno essere sostituiti”.

FG

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