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Aumento TARI a San Giuliano, dopo le polemiche il sindaco spiega

Lettera aperta ai cittadini del sindaco Segala per spiegare le ragioni di “una scelta impopolare ma lungimirante e razionale”.

Aumento TARI

Aumento TARI a San Giuliano, dopo le polemiche il sindaco spiega.

Aumento TARI a San Giuliano, dopo le polemiche il sindaco spiega

SAN GIULIANO – Una lettera aperta ai cittadini per spiegare le ragioni di “una scelta impopolare ma lungimirante e razionale”, spiega il sindaco Marco Segala che ha deciso di rivolgersi direttamente ai suoi cittadini dopo il dibattito nato dall’aumento della TARI.

Le ragioni dell’aumento

Il sindaco ha voluto precisare che l’aumento della bolletta è dovuto a una serie di fattori: l’incremento di un’unità del numero di operatori ecologici, l’adeguamento ISTAT dei prezzi unitari di alcuni servizi di raccolta e pulizia, così come previsto dal Capitolato Speciale di Appalto, la riapertura del centro di raccolta di Sesto Ulteriano e l’ammortamento degli interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria dei due centri di raccolta in via Pace e via Brianza. Insomma, una serie di fattori che hanno portato al temuto aumento da pagare.

Le parole del sindaco

“Tuttavia, anche quest’anno l’importo su cui è stata calcolata l’imposta è al netto della quota di rimborsi ai cittadini dell’eccedenza sulle tariffe 2015. Infatti, l’Amministrazione comunale nel 2015 ha richiesto 522.000 euro in più ai cittadini sangiulianesi, che abbiamo puntualmente restituito, per un terzo nell’anno 2017 e per due terzi nel 2018”, commenta Segala. E a chi minaccia di interrompere la raccolta differenziata in quanto il costo continua a salire e non si vedono benefici, risponde: “Anche questo è vero da un lato, dall’altro devo rilevare che a fronte di un alto livello di raccolta differenziata si riduce l’ecotassa a carico del Comune e quindi dei cittadini”.

Il confronto con i Comuni limitrofi

Secondo il primo cittadino, tutti i proventi della TARI devono andare a coprire le spese per il servizio, quindi il Comune non può farci nulla: se i costi aumentano, aumenta anche la spesa per i cittadini e per le aziende, cioè per utenze domestiche e non domestiche, la cui ripartizione dei costi è stata rivista: 50% tra utenze domestiche e non domestiche (invece di 35 e 65%). “Da rilevare che le tariffe di San Giuliano sono le più basse rispetto a quelle di comuni vicini (ad esempio: Melegnano + 50% /+ 95%. Rozzano + 35% /+ 200%. Segrate +2% / + 12%).

Il comune di San Donato ha tariffe inferiori di circa un 30-40%, perché ha adottato un criterio di ripartizione dei costi di 29,18% per le domestiche e 70,82% per le non domestiche, che riteniamo non realistico per il nostro comune”. In numeri, anzi, in soldi, l’aumento è di 25 euro per nuclei di un solo occupante, fino ad arrivare a 61 euro per nuclei da sei e più occupanti.

FG

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