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Assemblea pubblica Burgo, in centinaia alla manifestazione FOTO

"Ho già chiesto un incontro urgente al Prefetto", così il sindaco. I cittadini esasperati "Vogliamo un piano B".

Assemblea pubblica Burgo

Assemblea pubblica Burgo, in centinaia alla manifestazione.

Assemblea pubblica Burgo, in centinaia alla manifestazione

CORSICO – In via Laura Conti, dove c’è la centrale del gas di Atecc, si sono radunate centinaia di persone. Segnale che la questione è importante, è preoccupante, ed è grave. Il sindaco Filippo Errante ha organizzato un’assemblea pubblica proprio davanti alla centrale che sta per staccare il gas a un quartiere intero, mettendo in ginocchio 2500 persone, tra cui 600 bambini che frequentano le vicine scuole.

Un incontro urgente con il Prefetto

In realtà, a staccare il gas sarà Nuovenergie, che ha comunicato nei giorni scorsi l’intenzione, senza possibilità di rivederla a quanto pare, di chiudere i rubinetti a causa di un debito di oltre 630mila euro accumulato da Atecc, proprietaria della centrale. Il sindaco ha ripercorso all’incontro pubblico le tappe della vicenda e sottolineato l’intenzione di continuare “una battaglia contro una decisione ingiusta, che penalizza tutti. Ho già chiesto un incontro urgente al Prefetto affinché Nuovenergie possa rivedere la sua decisione. Sarò al vostro fianco e in prima linea in qualsiasi decisione o strategia che possa aiutare a trovare una soluzione concreta per questa situazione”, ha detto Errante ai cittadini del quartiere Burgo.

“Non è sufficiente, il Comune doveva vigilare”

Alcuni non hanno risparmiato critiche e contestazioni, imputando al Comune “una mancata vigilanza sugli aspetti del teleriscaldamento che da anni denunciamo. Il servizio è scadente, le tariffe altissime, molto più delle altre sul territorio. Il Comune, secondo la convenzione stipulata alla creazione del quartiere e all’attivazione del teleriscaldamento, avrebbe dovuto vigilare sulla correttezza delle tariffe e non ci sembra che questo sia stato fatto – hanno riferito alcuni –. Teniamo i rubinetti chiusi, l’acqua calda è oro, la dosiamo col contagocce altrimenti la bolletta è salata”.

“Vogliamo un piano B”

E poi, i cittadini ormai esasperati, sono “stanchi di lettere, esposti. Vogliamo un piano B. Vogliamo che il Comune tuteli l’interesse pubblico, appunto. Intervenga, subito”. Ma il sindaco ha risposto che “tutto quello che è in mio potere fare, lo sto facendo. Si tratta di una proprietà privata, non abbiamo molti strumenti a disposizione. La convenzione è stata rispettata, abbiamo vigilato e se Atecc deciderà di togliere il gas agiremo nelle sedi opportune”.

Cittadini stanchi per la situazione

Ma ai cittadini non basta, esasperati da una condizione che li mette in ginocchio e li preoccupa: “Non è bello rientrare a casa e non sapere se avremo l’acqua calda – allargano le braccia – e tutte le mattine svegliarsi con questa ansia”. Il comitato dei residenti promette di andare avanti per vie legali, ormai intraprese da tempo “contro un servizio pessimo, costoso. E ora anche la beffa: tolgono il gas anche a chi paga e ha sempre pagato. Qui ci sono disabili, donne, persone anziane: come può un’azienda non tenere contro di queste criticità. Come possono non pensare che stanno commettendo un gesto inumano?”.

Francesca Grillo

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