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Alberi abbattuti all’Oasi Lacchiarella, la protesta degli ambientalisti

I cittadini si sono riuniti nell’Oasi e hanno manifestato tutta la loro indignazione.

Alberi abbattuti

Alberi abbattuti all’Oasi Lacchiarella, la protesta degli ambientalisti.

Alberi abbattuti all’Oasi Lacchiarella, la protesta degli ambientalisti

LACCHIARELLA – Una sinergia di associazioni, ambientalisti, semplici cittadini a cui sta a cuore il pianeta, il verde, l’ecologia. Per dimostrarlo, sono scesi in campo con una protesta pacifica ma incisiva per dire “no alla distruzione dell’Oasi di Lacchiarella, un sito di interesse comunitario”, hanno detto gli attivisti delle associazioni Lac, Wwf, Ape Natura e Associazione Parco Agricolo che intendono battersi per proteggere questo spazio di neanche 40 ettari di grandezza, un piccolo diamante raro collocato all’interno del parco Agricolo Sud Milano.

Le ragioni della protesta

All’origine dell’indignazione, il progetto di una pista ciclabile e il conseguente “abbattimento di decine di alberi per poter costruire i percorsi in cemento”, lamentano gli ambientalisti che denunciano un progetto non ragionato e condiviso con le associazioni che si occupano (e preoccupano) del verde cittadino.

Le parole degli attivisti

Gli attivisti hanno denunciato una gestione scellerata del polmone verde di Lacchiarella: “Dovevano solo mettere in sicurezza l’area, dopo che il maltempo aveva provocato alcune cadute di alberi – raccontano –, invece sono entrati con le ruspe e hanno tirato giù anche alberi sani, per fare posto alla pista”. Per Catia Acquaviva, dell’associazione Ape Natura che gestisce l’Oasi Smeraldino di Rozzano, tutelare l’area verde è “un dovere, l’Oasi Lacchiarella è una palestra dei naturalisti e ambientalisti, un gioiello naturalistico”.

La manifestazione

I cittadini a cui sta a cuore il pianeta si sono riuniti nell’Oasi e hanno manifestato tutta la loro indignazione per “lo scempio, vogliamo delle risposte: perché sono stati abbattuti alberi sani ed è stato distrutto un bene della comunità in questo modo?” si domandano e continuano la protesta a suon di cartelli: “Viva la natura viva – hanno scritto –, fuori le ruspe, giù le mani dall’Oasi”. La Lac (Lega Abolizione Caccia) ha inoltre presentato istanza di accesso ai documenti amministrativi per verificare le autorizzazioni ai lavori e, in più, è stato chiesto l’intervento ai carabinieri forestali per procedere alle verifiche.

FG

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