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Accumulatori seriali, è emergenza a Milano e hinterland: 300 casi ogni anno

A parlarci della questione Giovanni Armando Costa, tecnico della prevenzione per Ats di Città metropolitana.

Accumulatori seriali

Accumulatori seriali, è emergenza a Milano e hinterland: 300 casi ogni anno.

Accumulatori seriali, è emergenza a Milano e hinterland: 300 casi ogni anno

MILANO – La notizia di pochi giorni fa sulla morte di un anziano all’interno del suo appartamento a Milano, ricoperto di oggetti e cartacce che hanno fatto propagare velocemente le fiamme che hanno avvolto il pensionato e la sua casa, solleva l’attenzione su un problema importante: gli accumulatori seriali.

Il tecnico di Ats

A parlarci della questione, un esperto del tema: Giovanni Armando Costa, tecnico della prevenzione per Ats di Città metropolitana, dove lavora dal 1996. Il ruolo specifico è all’interno del settore Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione Sanitaria. Insomma, Costa grazie al suo lavoro ha potuto fare un report dettagliato sull’accumulo compulsivo e sul degrado abitativo.

La disposofobia

Il tecnico specializzato ha iniziato per caso a occuparsi della disposofobia (questo il termine corretto per parlare di accumulatori compulsivi), iniziando da qualche segnalazione, per poi seguire il tema a tempo pieno, proprio perché la situazione sta crescendo in termini di criticità.

Il racconto

“Alcuni vivono intrappolati tra le mura domestiche con una quotidianità da sepolti vivi – racconta Costa –. Respirano l’aria malsana della propria casa, impregnata di un tanfo sprigionato da locali e arredi che è impossibile pulire poiché occupati dai tanti oggetti abbandonati dappertutto. Ambienti dove è impossibile aprire le finestre perché bloccate da colonne di libri, giornali e riviste. Si tratta di persone che soffrono di disposofobia, una patologia psichiatrica che spinge ad accumulare in casa ogni tipo di cose senza riuscire a liberarsi di niente, rendendo difficoltoso il corretto utilizzo degli spazi abitativi”.

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Un’emergenza a Milano e provincia

Un’emergenza che trova riscontro nei numeri, dati allarmanti che scattano una fotografia sulla criticità: “Con i colleghi tecnici della prevenzione della Ats effettuiamo nella metropoli lombarda tra i duecento ed i trecento sopralluoghi all’anno per verificare le segnalazioni inviate dai cittadini – prosegue l’esperto –. Esposti motivati dai disturbi che l’accumulatore può causare ai suoi vicini di casa: odori molesti, infestazioni di scarafaggi, infiltrazioni di acqua per una cattiva gestione degli impianti idrici oppure principi di incendio. Grazie alle segnalazioni emergono casi di disposofobia estremi e situazioni di potenziale pericolo per la salute pubblica non solo del soggetto che soffre della patologia ma, a volte, di tutto il vicinato”.

Accumulatori seriali: può colpire chiunque

Gli accumulatori seriali non hanno  differenze di sesso, cultura o patrimonio: la patologia colpisce sia donne che uomini, italiani e stranieri, persone che vivono in quartieri popolari e periferici ma anche zone centrali e residenziali, appartamenti di lusso o alloggi modesti, seri professionisti o nullafacenti, secondo i dati registrati da Costa.

Mondoconsumatori

“Persone depresse, ansiose, che spesso oltre che di disposofobia soffrono anche di altre patologie – chiarisce l’esperto –. Persone isolate con scarse relazioni sociali, come afferma Caterina Costa, psicologa, collaboratrice dell’associazione nazionale Mondoconsumatori, – numero verde 800 600 890 – . La tendenza ad accumulare si accentua con gli anni ma si può manifestare già dall’adolescenza. Un fenomeno più studiato all’estero ma presente in maniera importante anche nelle città italiane”.

Un aiuto da Ats

Di solito le persone che cadono in questo pozzo hanno dovuto affrontare un lutto, una separazione, un evento drammatico e tragico che non sono riusciti a metabolizzare, trovando come unico conforto il desiderio di accumulare oggetti. Ma un aiuto per uscire dalla malattia c’è, ed è proprio Ats a fornirla, come spiega Costa: “A Milano l’Ats ha dedicato una apposita linea telefonica – 02-8578.7670 – e l’indirizzo emailinfoaccumulatori@ats-milano.it dove i cittadini possono segnalare casi di persone che soffrono di disposofobia per farle uscire dall’isolamento e aiutarle a iniziare un percorso per superare la triste condizione di solitudine in cui si trovano”.

Francesca Grillo

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